Carcinoma al polmone non a piccole cellule: Keytruda come terapia di prima linea

Congresso ASCO – Tumore al polmone non-a-piccole cellule: Pembrolizumab come trattamento di prima linea nei pazienti con espressione di PD-L1, in monoterapia o associato alla chemioterapia

Un numero crescente di pazienti colpiti da tumore del polmone in stadio avanzato potranno beneficiare dell’immunoterapia in prima linea, grazie ai risultati ottenuti con Pembrolizumab ( Keytruda ) sia in monoterapia che in combinazione con la chemioterapia, in entrambe le istologie, squamosa e non-squamosa.
Queste sono le conclusioni degli studi di fase III con Pembrolizumab, KEYNOTE-042 e KEYNOTE-407.

In particolare, i risultati dello studio KEYNOTE-042 hanno evidenziato che Pembrolizumab in monoterapia in prima linea, migliora significativamente la sopravvivenza globale rispetto alla chemioterapia anche in presenza di una più bassa espressione del biomarcatore PD-L1 ( uguale o superiore all’1% ).
Nello studio sono stati arruolati 1.274 pazienti con tumore del polmone non-a-piccole cellule ( NSCLC ) con istologia squamosa o non-squamosa ( CONTINUA )

Novità sul Tumore al polmone non-a-piccole cellule di stadio III

Tumore al polmone non-a-piccole cellule in stadio III: Durvalumab migliora in modo significativo la sopravvivenza globale

Nello studio di fase III PACIFIC Durvalumab ( Imfinzi ) ha mostrato risultati positivi in termini di sopravvivenza globale ( OS ).
PACIFIC è uno studio multicentrico, randomizzato, in doppio-cieco, controllato verso placebo che ha valutato l’efficacia di Durvalumab nel carcinoma polmonare non-a-piccole cellule ( NSCLC ) localmente avanzato, non-operabile ( stadio III ) e non-progredito dopo trattamento con chemio-radioterapia concomitante a base di Platino. ( CONTINUA )