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Tumori, perché i pazienti europei rischiano di non avere più i nuovi farmaci ?

I malati oncologici in Italia ed Europa rischiano di non avere più accesso ai nuovi farmaci innovativi e salvavita a causa di una combinazione tra le politiche commerciali di Donald Trump negli Stati Uniti e la dipendenza produttiva da India e Cina per i medicinali di uso comune e i principi attivi. 
I motivi dettagliati di questa emergenza si dividono su due fronti principali: l’effetto Trump sui farmaci di nuova generazione e la crisi di approvvigionamento asiatica per i farmaci tradizionali.

1. Il fattore Donald Trump: La clausola “Most Favoured Nation”
Le politiche dell’amministrazione Trump mirano ad abbassare i prezzi dei farmaci all’interno degli Stati Uniti imponendo una regola stringente: le aziende farmaceutiche non possono vendere sul suolo americano i propri medicinali brevettati a un prezzo superiore rispetto a quello più basso applicato nei paesi economicamente comparabili, tra cui l’Italia e il resto d’Europa. 
    • Il divario di prezzo attuale: Storicamente, i sistemi sanitari pubblici europei (come il SSN italiano) negoziano con le multinazionali prezzi molto più bassi rispetto al mercato privato americano. Per fare un esempio noto, l’immunoterapico oncologico Pembrolizumab costa circa 200.000 dollari all’anno negli USA, mentre in Italia viene pagato circa 90.000 euro. 
    • Il ricatto delle multinazionali: Di fronte alla legge di Trump, colossi farmaceutici come Pfizer, Eli Lilly, Amgen e AstraZeneca si trovano davanti a un bivio: o abbassano drasticamente i prezzi negli Stati Uniti (perdendo miliardi di profitto) o costringono l’Europa ad alzare i propri prezzi. 
    • Le conseguenze per l’Italia: Non potendo costringere l’Italia a pagare cifre insostenibili per le finanze pubbliche, le case farmaceutiche stanno attuando ritardi nella commercializzazione, blocco delle forniture o ritiro dei farmaci innovativi dal mercato europeo. Terapie rivoluzionarie per tumori complessi (come pancreas e ovaio) rischiano così di rimanere accessibili solo negli Stati Uniti. 


2. Il fattore Cina e India: La dipendenza dai principi attivi
Mentre le politiche USA bloccano le novità oncologiche, la stabilità dei farmaci generici e tradizionali in Italia è minacciata dalla delocalizzazione produttiva in Asia. 
    • Il monopolio dei principi attivi (API): L’Europa ha progressivamente appaltato la sintesi chimica dei farmaci. Oggi, circa l’80% dei principi attivi fondamentali utilizzati per produrre i medicinali in Europa proviene da Cina e India. La Cina è il leader mondiale nella produzione delle materie prime chimiche, mentre l’India si occupa della formulazione finale dei farmaci generici a basso costo. [1, 2]
    • La vulnerabilità della filiera: Qualsiasi intoppo geopolitico, blocco delle esportazioni, problema di controllo qualità nelle fabbriche asiatiche o aumento dei costi di trasporto si traduce immediatamente in una carenza di farmaci nei reparti ospedalieri italiani. In Italia mancano già migliaia di medicinali essenziali (inclusi antibiotici, antinfiammatori e chemioterapici di base), rendendo i pazienti vulnerabili non solo per la mancanza delle ultime scoperte, ma persino per le terapie standard di supporto. 

La comunità oncologica europea sta lanciando continui allarmi affinché l’Unione Europea intervenga per riconquistare la propria sovranità sanitaria, sia investendo nella produzione locale di principi attivi, sia facendo fronte comune contro le pressioni commerciali globali.

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