Carcinoma renale: Opdivo più Yervoy a basso dosaggio

Carcinoma a cellule renali: la combinazione Nivolumab e Ipilimumab a basso dosaggio offre una qualità di vita migliore rispetto a Sunitinib

Sono stati riportati i risultati degli esiti riferiti dal paziente di CheckMate -214, uno studio di fase III che ha riguardato pazienti a rischio intermedio o alto con carcinoma a cellule renali avanzato trattati con la combinazione di Nivolumab ( Opdivo ) e Ipilimumab ( Yervoy ), a basso dosaggio ( 1 mg/kg ), rispetto a Sunitinib ( Sutent ), in un follow-up superiore a 2 anni.

I pazienti trattati con la combinazione di due immunoterapici hanno riscontrato benefici significativi nei sintomi correlati alla patologia e miglioramenti della qualità di vita e del benessere riferibili allo stato di malattia.  ( CONTINUA )

Melanoma BRAF+ metastatico: associazione Encorafenib e Binimetinib

Melanoma metastatico con mutazione BRAF, il trattamento con Encorafenib, un anti-BRAF, e Binimetinib, un anti-MEK, aumenta la sopravvivenza globale rispetto a Vemurafenib in monoterapia

Dallo studio di fase III COLUMBUS, che ha coinvolto pazienti con melanoma metastatico BRAF-mutato, è stato osservato un miglioramento della sopravvivenza globale ( OS ) mediana di 33.6 mesi nei pazienti trattati con la combinazione di Encorafenib, un anti-BRAF, e Binimetinib, un anti-MEK, versus 16.9 mesi nei pazienti trattati con Vemurafenib ( Zelboraf ) in monoterapia.

La combinazione ha anche ridotto il rischio di decesso rispetto al solo Vemurafenib ( hazard rate, HR=0.61; IC al 95% 0.47, 0,79; P inferiore a 0.0001 ).
Inoltre, la sopravvivenza globale a 2 anni nel gruppo trattato con la terapia combinata è risultata del 58%. ( CONTINUA )

Carcinoma epatico: gli antiacidi sono efficaci ?

Epatocarcinoma: i farmaci antiacidi potrebbero bloccare il tumore mediante attivazione delle risposte immunitarie

Per Vincenzo Mazzaferro, Chirurgia generale indirizzo oncologico 1 Epato-gastro-pancreatico e Trapianto di fegato dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, per bloccare un tumore in modo efficace non si deve colpire solamente la cellula maligna, ma anche rendere l’ambiente in cui cresce, il microambiente tumorale, il più ostile possibile alla sua crescita.
E’ necessario eliminare le condizioni che aiutano la sopravvivenza della cellula cancerosa, e al tempo stesso potenziando le difese immunitarie contro il tumore. ( CONTINUA )

Tumore al rene in fase avanzata: Cabometyx

Cabozantinib come prima linea nel carcinoma a cellule renali avanzato

Recentemente la Commissione europea ha approvato Cabozantinib ( Cabometyx ) per il trattamento di prima linea dei pazienti adulti con carcinoma a cellule renali ( RCC ) in fase avanzata a rischio intermedio o sfavorevole.

La decisione si basa sullo studio CABOSUN, che ha dimostrato che Cabozantinib prolunga in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione ( PFS ), rispetto a Sunitinib ( Sutent ), nei pazienti naïve al trattamento con carcinoma a cellule renali in fase avanzata. ( CONTINUA )

Tumore cutaneo a cellule squamose: Cemiplimab

Congresso ASCO – Carcinoma cutaneo a cellule squamose avanzato: trattamento con Cemiplimab, un anticorpo monoclonale anti-PD-1

Il The New England Journal of Medicine ( NEJM ) ha pubblicato i dati di due studi registrativi che hanno valutato Cemiplimab nel carcinoma cutaneo a cellule squamose avanzato ( CSCC ).

Il carcinoma cutaneo a cellule squamose avanzato, comprende sia il CSCC localmente avanzato non-asportabile chirurgicamente, sia il CSCC metastatico.  ( CONTINUA )

Terapia del Tumore alla prostata: Xtandi

Enzalutamide nel tumore alla prostata resistente alla castrazione, non-metastatico

I risultati dello studio di fase 3 PROSPER hanno mostrato che Enzalutamide ( Xtandi ) aggiunto a terapia di deprivazione androgenica è in grado di ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare metastasi o morte rispetto alla sola terapia di deprivazione androgenica nel carcinoma prostatico non-metastatico resistente alla castrazione ( CRPC ).
Il 23% dei pazienti nel braccio Enzalutamide e terapia di deprivazione androgenica ha presentato metastasi o è deceduto, contro il 49% nel braccio sola terapia di deprivazione androgenica. ( CONTINUA )

OncoEmatologia: Terapia CAR-T per linfoma diffuso a grandi cellule B e leucemia linfoblastica acuta

Kymriah, terapia CAR-T per il linfoma diffuso a grandi cellule B e la leucemia linfoblastica acuta

Il Comitato per i Medicinali per Uso Umano dell’Agenzia Europea per i Medicinali ( EMA ) ha espresso parere favorevole per Tisagenlecleucel ( Kymriah ), la terapia CAR-T di Novartis.

La terapia, che utilizza il sistema immunitario umano, costituisce un importante progresso per l’oncoematologia. ( CONTINUA )

Tumore al seno: è sempre necessaria la chemioterapia ?

Tumore al seno: il 70% delle pazienti potrebbe necessitare solamente della terapia ormonale

I risultati dello studio TAILORx rappresentano uno dei maggiori progressi degli ultimi decenni nel campo della ricerca sul cancro alla mammella.
Sette donne su dieci con un tumore mammario in fase precoce potrebbero essere trattate solo con terapia ormonale, evitando gli effetti collaterali della chemioterapia.

Il profilo della paziente che non necessita di chemioterapia sarà definito dallo screening di 21 geni.

( CONTINUA )

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Top News / Immunoterapia oncologica, come cambia la lotta ai tumori
 

Immunoterapia, una nuova era in oncologia: la sfida tra Merck e BMS

L’immunoterapia è ora una sfida tra Bristol-Myers Squibb ( BMS ) e Merck ( in Italia: MSD ), e riguarderà in una prima fase il melanoma nella sua forma avanzata.

Bristol-Myers Squibb ha ottenuto ( dicembre 2014 ) l’approvazione da parte dell’Agenzia regolatoria degli Stati Uniti,  FDA ( Food and Drug Administration ) dell’immunoterapico Opdivo ( Nivolumab ) con un anticipo di tre mesi sulla data prevista. CONTINUA

Speciale Nivolumab ( Opdivo ) / BMS

Sopravvivenza, remissione duratura della malattia e sicurezza a lungo termine in pazienti con melanoma in stadio avanzato trattati con Nivolumab

PD-1 ( morte cellulare programmata 1 ) è un recettore inibitorio espresso da cellule T attivate che downregola le funzioni effettrici e limita la generazione della memoria immune. Il blocco di PD-1 può mediare la regressione del tumore in una … Leggi

Alto tasso di risposta con Nivolumab nel linfoma di Hodgkin classico recidivato o refrattario

L’immunoterapia con l’anticorpo anti-PD-1, Nivolumab ( Opdivo ), ha prodotto un tasso di risposta dell’87% in una coorte di pazienti con linfoma di Hodgkin classico recidivato o refrattario. I pazienti in uno studio di fase 1 di incremento … Leggi

Carcinoma a cellule renali metastatico: Nivolumab ha dimostrato attività antitumorale con un profilo di sicurezza gestibile

Nivolumab ( Opdivo ) è un anticorpo IgG4 completamente umano ad azione inibitoria del checkpoint immunitario PD-1 ( morte programmata 1 ), in grado di ripristinare attività immunitaria delle cellule T. Uno studio di fase II ha valutato … Leggi


Focus On: il caso Kadcyla

Tumore alla mammella HER2+ / L’insuccesso dello studio MARIANNE inciderà negativamente sulle vendite di Kadcyla

Roche la società produttrice di due farmaci per il tumore alla mammella HER2-positivo, Kadcyla ( Trastuzumab emtansine ) e Perjeta ( Pertuzumab ) ha comunicato che la combinazione a base di Kadcyla e di Perjeta non migliora la sopravvivenza libera da progressione ( endpoint principale nello studio MARIANNE ) rispetto a Kadcyla da solo, o al vecchio trattamento Herceptin ( Trastuzumab ) più taxano. CONTINUA